Panificare ai tempi del Coronavirus

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Mi fa strano parlare di panificazione e di lievito madre in questo momento così delicato per il nostro paese. A volte mi sembra di essere ipocrita. Passo gran parte del tempo a pensare alla situazione che stiamo vivendo, a immaginare come si evolverà la cosa, a chiedermi quanto tempo ci vorrà prima che qualcuno dei miei cari, o io in prima persona, saremo toccati da questo virus; ma intanto, condivido con voi i miei panificati, i miei lieviti, parlandone come faccio sempre, come se niente fosse mutato rispetto a poche settimane fa.

Mi dispiace per questo. Perché è come se mancassi di delicatezza verso chi, in questo momento, sta peggio di me. Lo penso soprattutto quando sfogliando Instagram vedo le foto di inglesi, americani, scandinavi: sguardi di persone serene, felici, che tengono workshop, che lavorano nei loro forni più o meno grandi di fianco ai loro stimati colleghi. Non ci sono distanze, non ci sono mascherine, non c’è paura. Si vede che non hanno un’idea di quello che stiamo vivendo qui e che non sono consapevoli di cosa, con ogni probabilità, raggiungerà anche loro.

Così, se io mi sento in questo modo di fronte alle pagine social estere, come possono sentirsi quelli che mi sfogliano dall’alta Emilia e dalla Lombardia? Ad oggi, leggo che là ci sono zone in cui esiste un contagiato ogni 200 persone; mentre qui da me siamo ancora a un contagiato ogni 20.000: ho il diritto di aver paura? Sono indelicata a mostrare con gioia la mia passione per la panificazione e il lievito madre?

Il tempo per coltivare noi stessi

Ci ho pensato a lungo, e ho concluso che stare a casa, essere obbligati a questa clausura, non può impedirci di smettere di vivere e di coltivare chi siamo. Anzi. Credo che la cosa migliore che possiamo fare è trasformare questo tempo potenzialmente vuoto in tempo pieno, sacro. Che non significa solo dedicarci ai nostri cari, se abbiamo la fortuna di condividere con loro il nostro tetto, ma è anche l’occasione per dare spazio a noi stessi, fermarci, metterci in ascolto dei nostri pensieri e delle nostre emozioni. E se possibile, tradurle in azioni.

Così per qualcuno questo può significare riscoprire la lettura, il cinema, la scrittura, la musica ascoltata ad occhi chiusi. Per qualcun altro può essere il giardinaggio, il cucito, il fai da te. Per qualcun altro ancora la meditazione, la cura della casa, la cucina… E per qualcuno ancora la riscoperta del tempo lento della panificazione con il lievito madre.

Condividere per esorcizzare

E allora mi immagino che condividere con voi i miei panificati e quello che di giorno in giorno imparo sulla pasta madre, possa essere un modo per esorcizzare quanto sta accadendo, per contrastare la paura, per smorzare quel senso di fragilità e solitudine che ci fa l’occhiolino. A volte a me costa uno sforzo considerare importante un rinfresco o le pieghe di un impasto. Tutto ha cambiato peso e priorità in questi giorni. Eppure, mi dico che serve per rimanere a galla, per non smettere di vivere, per non farsi vincere dal senso di impotenza. E per accorciare le distanze (che quel singolo metro da tutti sembra chilometri). E quando scavalco il momento di emotività, e mi ritrovo in contatto con voi attraverso la nostra passione comune, attraverso i nostri forni accesi, mi sento meglio.

È bello aprire la pagina delle statistiche e vedere in quanti siete a leggere Pan Brioche in questi giorni. Il doppio. Il doppio di persone che si dedica alla panificazione con lievito madre. Per me è meraviglioso.

Vi ringrazio per questo. Perché ciò mi fa sentire molto meno isolata. Molto meno ferma. E nel mio piccolo, utile.


Se vi va, inviatemi le foto di quello che sfornate, dei vostri lieviti! Se seguite le indicazioni che trovate su questo blog, o le ricette, taggate le vostre foto su Instagram con @pan_brioche! Mi farebbe davvero felice vedere i vostri prodotti!

E teniamo botta. E stiamo a casa.
Ne usciremo!

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Luca
Luca
Utente registrato/a
16 Marzo 2020 1:06 pm

Forza forza forza!!! … Tutti insieme ce la faremo…!!!!

Domizia
Domizia
30 Marzo 2020 7:14 pm

Cara Alice, grazie per tutti i tuoi consigli preziosi ed articoli interessanti. Infatti, pure io, ti ho trovata per caso su Instagram. Sono appassionata di lievito madre da 2 anni. Oggi ho provato la tua ricetta Challah però non intrecciata ma in piccole brioche. Le ho cotte al forno con apporto di umidità. Il risultato è interessante (morbide e profumate). Ho pure iniziato con la pasta madre da una settimana, seguendo il tuo consiglio riguardo alla trasformazione (licoli in pasta madre). Per ora funziona! L’obiettivo è di poter produrre una Colomba Pasquale! Sarebbe un sogno. Ho notato che, per quanto… Leggi il resto »

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