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Più so e più so di non sapere

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In questo ultimo periodo sto studiando molto: leggo libri, seguo interviste, spulcio discussioni, scambio opinioni ed esperienze con voi, faccio prove pratiche con i miei lieviti e i miei impasti, sperimento nuove farine, provo nuove attrezzature. E cerco di mettere insieme i pezzi, in un quadro organico, dotato di senso, in grado di darmi una direzione chiara e precisa da seguire. Il mio obiettivo non è sfornare il pane più alveolato del mondo, né il più buono del mondo. Il mio obiettivo è la conoscenza, e insieme ad essa la competenza. È sapere cosa determina cosa, e in base a questo poter decidere come procedere per raggiungere un determinato risultato, qualunque esso sia.

Semplice, no?

Più so e più so di non sapere

No. Non è semplice per niente. Soprattutto perché più so, e più so di non sapere.
È successo, ad un certo punto, negli ultimi mesi, forse settimane, che tutto ciò che conoscevo prima ha smesso di essere una certezza. Cioè, una certezza provvisoria, ma pur sempre una certezza: A mi portava a B. Non era un’opinione. Mi basavo sulla mia diretta esperienza.
Ora invece è come se non avessi più punti fermi. Non solo sono consapevole del fatto che se parto da A posso percorrere molte strade diverse per arrivare a B, ma anche che ciò che io chiamo B per qualcun altro è C, D, E o anche 983742857SA. Insomma, difficilmente si trovano in giro due persone – due professionisti – che concordano su tutto: vuoi che si parli di metodo, vuoi che si parli di risultato.

Tutto è più complesso

Questo significa che guardo al lievito madre, e agli impasti, vedendo qualcosa di più complesso. Ne colgo sfumature che fino a poco tempo fa non erano percepibili al mio occhio (e al mio naso, e alla mia bocca, e alle mie mani). E va da sé che è diventato più complesso anche rispondere alle vostre domande. Perché mi rendo conto che non bastano poche parole per aiutarvi davvero nel conseguire un certo risultato, ma tuttavia la modalità di comunicazione che abbiamo a disposizione non consente di dare altro che pochi input per volta (almeno finché non mi metto alla ribalta su IGTV, YouTube o simili… ma al momento non fanno per me).


La parzialità delle informazioni

Come sapete, io detesto la parzialità delle informazioni. Perché per esperienza personale so quanto un’indicazione parziale sia causa di infiniti fallimenti e frustrazioni. Come quando sentite dire da un/a famoso/a lievitista, che quello che dovete fare è mettere il lievito madre in acqua fredda tutta la notte: acqua fredda non è un’informazione (tra 4°C e 18°C c’è molta differenza), e tutta la notte non è ancora una volta un’informazione (tra 8 ore e 12 ore c’è molta differenza, soprattutto se il lievito sta a 18°C piuttosto che 4°C). Capite cosa voglio dire? Ecco, la rete (e non solo la rete) è piana di questo genere di “istruzioni”, e di persone – anche professioniste – che fingono di dire, ma in verità non dicono. Non sapete quanti soldi ho speso (e in alcuni casi buttato via) in libri che non dicevano nulla in più di ciò che dicono tutti, farciti solo delle solite ricette che da sole non dicono niente.

Io nel mio piccolo – piccolissimo -, non voglio appartenere a quella categoria. Quindi mi dispiace enormemente quando so che vi sto dando informazioni parziali, in risposta alle vostre domande dirette. Solitamente vi avviso nel caso non vi stia dicendo tutto. Ma non sempre mi è possibile. Come quando ho troppi messaggi a cui rispondere e mi manca il tempo per farlo, o in modo particolare quando mi accorgo che siete alle prime armi, e quindi sapere che ci sono troppe cose da conoscere può spaventare, demoralizzare e confondere.

Nuovi approfondimenti su Pan Brioche

Quindi, mentre continuo a studiare e apprendere e capire cose nuove sul lievito madre e gli impasti, sto cercando anche di capire quale può essere il miglior modo per continuare a condividere, senza omettere ma anche senza sovraccaricare, e senza dire qualcosa che può suonare incoerente con qualcos’altro, pur non essendolo realmente. La risposta non può che passare da questo sito, Pan Brioche, in cui continuerò a creare contenuti, di volta in volta sempre più specifici, e approfonditi, e forse complessi. Probabilmente sarà utile che io li organizzi per livelli, in modo che possiate individuare facilmente ciò che può servirvi in un dato momento del vostro percorso, e cosa no. Ci devo pensare.

Il magico mondo della lievitazione spontanea

Resta che per me niente è più come prima. Intendo com’era fino a poche settimane fa. Si è aperta come una crepa in cui sta passando tantissima luce. Ed è destabilizzante, sì, ma anche e soprattutto elettrizzante. Non ho mai amato il lievito madre come ora che so di non sapere ancora. E l’idea di avere davanti a me un vastissimo oceano da attraversare, rende questo magico mondo della fermentazione spontanea il luogo in cui voglio navigare tutta la vita.


Spero di riuscire a passarvi almeno un po’, della bellezza che sto vedendo.

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