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Quale impastatrice scegliere e come sceglierla

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Chi panifica regolarmente, soprattutto pani ad alta idratazione, pani senza glutine, pan brioche, o addirittura grandi lievitati, non tarda a sentire l’esigenza di avere una buona macchina per impastare. Per alcune ricette, è a dir poco fondamentale. Ed ecco che scattano le domande: quale impastatrice scegliere? o quale planetaria? che differenza c’è tra le due? e in generale che caratteristiche deve avere? cosa c’è di buono a basso prezzo? di cosa ho più bisogno per le mie esigenze?

Vediamo di chiarirci un po’ le idee e di trovare le risposte che ci servono per decidere se e quale impastatrice acquistare.

L’utilità dell’impastatrice

Innanzitutto, bisogna capire a cosa serve davvero un’impastatrice (o una planetaria), e quindi perché può essere utile. Vi elenco qui di seguito le prime buone ragioni che mi vengono in mente:

  • Aiuta ad ossigenare l’impasto, prevenendone l’ossidazione, e contribuendo a un maggiore sviluppo in struttura e aromi;
  • Aiuta ad ossigenare anche il lievito madre, favorendone lo sviluppo e la salute;
  • Aiuta non far surriscaldare l’impasto, in quanto il braccio meccanico è freddo e non caldo come le mani;
  • Risolve la difficoltà di impastamento in caso di impasti ricchi di grassi o molto idratati;
  • Semplifica e velocizza l’incordatura dell’impasto;
  • Salvaguarda la salute delle mani, che possono risentire in caso di allergie o sensibilità, del contatto diretto con gli ingredienti;
  • Aiuta a produrre di più in minor tempo;
  • Fa fare meno fatica.

Detto questo, quali ragioni ci possono essere per non scegliere di ricorrere ad una impastatrice (o planetaria)?


  • I soldi: le mani sono sicuramente lo strumento più economico;
  • L’orgoglio: l’ego trae tanta soddisfazione e gioia nel produrre un pane interamente con le proprie mani;
  • La poesia: il rapporto diretto con l’impasto è un legame più diretto tra la terra e l’uomo, tra le antiche tradizioni e i ricordi di famiglia.
  • La conoscenza: non c’è niente come l’impastare a mano, per imparare a conoscere il proprio impasto.

Alla luce di questi punti, per cosa siete orientati? Pensate vi possa servire ora un’impastatrice?

Tipologie di macchine da impasto

Sul mercato si trovano tre tipi di macchine da impasto:

  • Planetaria
  • Impastatrice a spirale
  • Impastatrice a braccia tuffanti

In cosa si differenziano? Quali sono le loro principali caratteristiche?

Planetaria


La planetaria (che io chiamo comunque impastatrice per le sue proprietà anche impastanti) è un cosiddetto robot da cucina, caratterizzata da una ciotola removibile, una testa a cui possono essere attaccati diversi tipi di ganci ognuno con un suo scopo (a foglia, a unico, a spirale, a frusta ecc.), con la capacità di raggiungere velocità così elevate (giri al minuto) da poter anche montare la panna o gli albumi. Questi robot da cucina offrono spesso accessori opzionali come: tritattutto, tritacarne, sfogliatrice, frullatore, mulino, ecc. diventando così utile anche per altri utilizzo.

Per queste ragioni, la planetaria si presenta come una buona soluzione per chi si avvicina per la prima volta al mondo della panificazione casalinga, e ancora non sa quanto vorrà “investire” in questa passione. La spesa, seppure alta, è contenuta rispetto alle macchine professionali, e copre anche funzioni utili in altre preparazioni e per tutte le esigenze della famiglia.

La capacità di impastamento è buona e versatile, dal momento che si può ricorrere all’aiuto di ganci diversi a seconda delle esigenze (come quello a foglia nella prima fase dei panettoni), la ciotola removibile è comoda sia per pesare gli ingredienti, che per il ribaltamento dell’impasto, che per essere lavata direttamente sotto il rubinetto o in lavastoviglie. E le diverse velocità di regolazione consentono di rispondere a tutte le esigenze di ogni tipologia di impasto (e di temperatura).

La maggior parte dei modelli offre una capienza fino ai 2 kg e mezzo di impasto, sufficienti per due/tre pagnotte di dimensioni medio grandi.

Impastatrice a spirale

L’impastatrice a spirale è caratterizzata da un cestello/ciotola, che può essere sia fisso che ribaltabile, da un perno centrale fisso, e da un gancio a spirale. Quando è in funzione, sia il cestello che la spirale girano, favorendo e velocizzando in questo modo il processo di impastamento e di incordatura. I modelli più basici hanno solo una monopola per regolare i giri al minuto, e l’interruttore di accensione e spegnimento. Quelli più evoluti (e costosi) includono timer, auto-spegnimento, controllo della temperatura, schermi digitali e altro.
In commercio se ne trovano di tutte le dimensioni, dove quelli più piccoli sono fatti da tavolo mentre quelli più grandi poggiano direttamente a terra su ruote.

A contrario della planetaria, l’impastatrice a spirale è pensata esclusivamente per impastare pane, pizza, grandi lievitati. Per queste ragione offre lavorazioni migliori dell’impasto, raggiungendo più facilmente una corretta incordatura, stressando meno la maglia glutinica, e creando meno surriscaldamento.


Impastatrice a braccia tuffanti

L’impastatrice a braccia tuffanti è caratterizzata da un cestello/ciotola, e due bracci meccanici che simulano le braccia e le mani dell’uomo. Si immergono e muovono ritmicamente all’interno dell’impasto, con la capacità di ossigenarlo al meglio senza surriscaldarlo mai.

La maggior parte dei modelli ha dimensioni importanti, per grandi impasti (oltre i 25 kg), e prezzi ambiziosi per chi panifica solo per passione. Ma l’impastatrice a braccia tuffanti è indubbiamente il modello di impastatrice più performante (e che per ora sta nella mia lista dei desideri “vorrei ma non posso” :D).

Come scegliere l’impastatrice, i miei consigli

La prima cosa da fare, è avere chiaro ciò di cui abbiamo bisogno. E per mia esperienza, le necessità si possono suddividere principalmente in tre fasce, che corrispondono a tre fasi di un percorso di crescita nella panificazione con lievito madre:

  1. Vogliamo una macchina che ci aiuti in tutti i tipi di impasto, che ci sollevi dal lavoro manuale, che non ingombri troppo in casa, che abbia un prezzo accessibile, che lavori abbastanza impasto per sfamare la famiglia;
  2. Vogliamo una macchina che oltre ad aiutarci in tutti i tipi di impasto, ci consenta di lavorare in quantità (sopra i 3 kg di impasto) e della quantità che vogliamo noi, ossigenando meglio gli impasti e surriscaldandoli meno;
  3. Vogliamo una macchina professionale per lavorare soprattutto i grandi lievitati e che in generale ci restituisca il migliore impasto possibile (in relazione alle nostre competenze e panificatorie).

Detto questo, penso che abbiamo già chiaro che tipo di impastatrice fa più al caso nostro.


quale impastatrice scegliere?

Planetaria

Se siamo orientati verso una planetaria, quello che suggerisco di guardare, tra le caratteristiche tecniche è: la capienza della ciotola, la potenza, la solidità.
La capienza riguarda la quantità di impasto che potrete lavorare per volta. A mio avviso una misura idonea è una ciotola di almeno 6,7 litri, che equivale a circa 2,6 kg di impasto. Mi raccomando di non confondete la misura in litri con la misura in kg. Sulla capacità dichiarata in litri, potete calcolare il 40% per sapere più o meno quanti kg di impasto può tenere.
La potenza riguarda la forza di lavorazione della macchina. Maggiore è la potenza maggiore sarà la sua capacità di gestire impasti pieni, pesanti, poco idratati, viscosi. Io suggerisco di stare almeno sui 1000 W, meglio ancora se attorno ai 1200-1400.
La solidità è la robustezza della macchina, in termini di componenti e meccanismi. Una macchina solida ha il giusto peso per non “camminare” mentre impasta, per non soffrire troppo delle sollecitazioni e sforzi che avvengono durante lunghi e frequenti impastamenti. Una macchina solida vi semplificherà la vita durante l’impastamento e durerà più a lungo nel tempo.

Un elemento tecnico importante è anche la velocità. Ma le planetarie offrono velocità sempre superiori a quelle richieste dall’impastamento, quindi la questione in questa tipologia di macchina non si pone.

Consigli per gli acquisti

Le marche più note sono la Kenwood e la KitchenAid, poi ne esistono altre come la Bosch, la 3G Ferrari ecc.

Io ho esperienza diretta solo con la Kenwood, e vi dico subito che la straconsiglio. Non mi viene in mente nessuna planetaria che possa essere migliore di quella che ho avuto la fortuna di acquistare io quattro anni fa. Ricordo che allora avevo molti timori, perché la spesa era importante ed io non sapevo quanto mi sarebbe durata la “fregola” per la panificazione. Ma nessun acquisto fu migliore di quello. Da allora non ho più smesso di impastare.

Chiaramente esistono diversi modelli, di diverse fasce di prezzo. Ve ne indico alcune che potete trovare su Amazon, così da vedere anche meglio le caratteristiche di ognuna:


Tra questi modelli quello più simile al mio è il quarto, quello da 1400 e 6.7 litri. Inutile dire che budget permettendo è il primo che consiglierei.

Riguardo la KitchenAid, su cui ricordo non ho diretta esperienza, penso che sia molto allettante da un punto di vista estetico e che si ponga tra le migliori planetarie sul mercato. Tuttavia la maggior parte dei modelli soffre in termini di capienza del cestello, e vanta prezzi di acquisto molto importanti. Va precisato che la potenza indicata non va paragonata a quella Kenwood perché funziona su diversi principi. Concludendo, se avete esigenze estetiche e un buon budget a disposizione, dateci un’occhiata!

Impastatrice a spirale

Se siamo orientati verso un’impastatrice a spirale, quello che suggerisco di guardare, tra le specifiche tecniche, è: la capienza, la potenza, la solidità. Deve consentirvi di lavorare l’impasto che vi serve, essere ferma durante la lavorazione, saper gestire anche impasti poco idratati e nel caso molto idratati. A questo ultimo proposito, sebbene molti rivenditori diranno che avrete bisogno di una macchina speciale e molto costosa per reggere un’idratazione anche al 100%, non credeteci. Non è nella velocità che si raggiunge quel risultato, ma piuttosto nella meccanica (210 rpm vedrete che saranno più che sufficienti anziché i blasonati 300 rpm). Tutti gli altri optional sono comodi, ma si pagano, e secondo me per una prima macchina a spirale non sono necessari.


Venendo al dunque. Quando è stato il momento di acquistare la mia impastatrice a spirale, mi sono ritrovata a valutare tre marche: la Grilletta, la IPBake e la SunMix. Ho contattato tutti i rivenditori, ho preso tutte le informazioni che mi servivano, sono stata anche al Sigep di Rimini per vedere le macchine di persona – anche di altre aziende – e avere consulenza per una scelta corretta in base alle mie esigenze e disponibilità economiche.

Alla luce del mio percorso di scelta posso dirvi questo:

  • La Grilletta (di cui non ho esperienza diretta) ha un buon rapporto qualità prezzo, e può essere una buona prima macchina. Chi ce l’ha si trova bene. Anche se nel giro di qualche tempo sente il bisogno di fare un salto di qualità. Onestamente non so dirvi in cosa sente carenze dopo un po’. Ma crescendo di esperienza, si cresce sempre in esigenze.
  • La IPBake è una delle più apprezzate, ma ha anche i prezzi più importanti. Le sue macchine sono munite di più timer, inversione di rotazione della vasca, regolazione dell’altezza dell’utensile all’interno della vasca e altro ancora. Io l’ho desiderata molto, ma alla fine ho deciso di scartarla per il costo eccessivo e forse soprattutto per la scortesia del venditore, che in ogni mail indicava anche prezzi diversi senza rendersene conto. Ma ripeto, chi ce l’ha è molto soddisfatto.
  • La Sunmix infine è la macchina che ho scelto per me. Non ho metri di paragone in quanto esperienza personale, ma sono molto soddisfatta dell’acquisto. È basica come funzionalità e caratteristiche, ma lavora bene in quantità, anche impasti al 100%Gestisce senza problemi anche impasti al 100% di idratazione e l’assistenza è ottima. Il rapporto qualità prezzo è buono e la fanno di tutte le dimensioni. Anche piccole e colorate per chi ci tiene al look della cucina.

La Grilletta è presente anche su Amazon. Sulla Mia Vetrina potete trovare alcuni modelli per farvi un’idea di prezzi e caratteristiche.

Impastatrice a braccia tuffanti

Se siete di fronte a questa scelta molto probabilmente non avete bisogno del mio aiuto per orientarvi, nel senso che la vostra esperienza in materia di panificazione è almeno al mio livello, se non più alto. Infatti, come detto sopra, l’impastatrice a braccia tuffanti è il tipo di macchina da impasto più professionale e costosa. Chi la acquista vuol dire che conosce già tutti i limiti delle altre tipologie di impastatrici e soprattutto conosce benissimo i suoi obiettivi e le sue esigenze.

Personalmente la maggiore discriminante, in campo amatoriale, è il prezzo. Parliamo di macchine che partono da circa € 2.000, ma la gran parte non costano meno di € 4.000.


Quelle da meno che conosco sono quelle della Mamy, pensate principalmente per uso amatoriale o casalingo (così mi è stato detto allo stand del Sigep a Rimini lo scorso anno). Oltre che per il prezzo “contenuto”, si evince anche dalla loro dimensione e dal loro look molto curato ed elegante. Se vi basta una capienza di 7 kg, può essere una scelta interessante. Non posso però dire niente sulla qualità della macchina in sé, perché non conosco nessuno che ce l’ha e non ho referenze attendibili a riguardo.

Inoltre ci sono quelli della Bernardi, di cui ultimamente sento sempre più spesso parlare. Offrono sia modelli da cucina, che di medie e grandi dimensioni. E per quello che ho visto ce n’è per tutti i prezzi, partendo sempre dalla soglia della Mamy. Merita di darci un’occhiata!

Conclusioni

Quindi, quale impastatrice scegliere? Quella più in linea con la fase in cui siete, nel vostro percorso di panificazione. Orientatevi per quello che risponde pienamente alle vostre esigenze, niente di meno e non troppo di più. Quel poco di margine che serve per quando sarete più bravi tra alcuni mesi o un paio d’anni, va bene, ma non pensate troppo in grande. Perché quando ne saprete di più vorrete sicuramente qualcosa di diverso da ciò che vi immaginate adesso. Lo stesso vale a contrario: se non è un problema di budget, non puntate troppo al risparmio, non scendete troppo a compromessi, perché se poi vi piacerà davvero questa cosa della panificazione, nel giro di poco vi sentirete stretti nell’acquisto che avete fatto!

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