Rispondo a tutti, o magari no

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Nelle ultime settimane, sto ricevendo tantissimi messaggi da parte vostra. Ed è meraviglio. Stupendo. Gratificante. Allo stesso tempo, però, è anche difficile da gestire. Si tratta di circa due ore al giorno spese esclusivamente a rispondere alle vostre domande.

Per come è impostata ora la mia vita, è un tempo che non posso permettermi. E l’unico modo che ho trovato per gestire la cosa è quello di darmi una durata di tempo entro la quale rispondere, e in un numero preciso di volte alla settimana.

Le mie risposte

A me questo dispiace enormemente, perché vorrei aiutavi tutti e riuscirci in tempo utile è importante. So quanto faccia la differenza esserci nel momento in cui serve esserci. Così come avere qualcuno a cui chiedere un consiglio quando non si ha chiaro dove si sbaglia, cosa sta accadendo, qual è il modo migliore di muoversi allo step successivo. Io avrei pagato per avere una figura di riferimento a cui rivolgere tutte le mie domande nei primi mesi – anzi, nei primi tre anni – di panificazione.

Sto cercando un modo per poter garantire questo tipo di servizio. Perché credetemi, per quanto possa essere utile a voi, dà tanto anche a me. Lo fa nello scambio, nel confronto, e nelle relazioni umane. E ad oggi, è anche un banco di prova per capire veramente ciò che so, e ciò che ancora devo consolidare. Le vostre domande, sono una sorta di esame al quale mi sto sottoponendo. E vedere, giorno dopo giorno, che me la cavo, mi offre quelle conferme di cui ho bisogno prima di mettere in piedi alcuni progetti.

Chi sono io per…

Resta viva in me, sempre, la consapevolezza dei miei limiti. Mi interrogo quasi ogni giorno sul “chi sono io per dire agli altri come si fa il lievito madre o un buon pane? Non ci sono forse tantissimi bravi professionisti là fuori? Quelli che vanno in TV, quelli che scrivono libri, quelli che gestiscono un panificio da generazioni… ” Mi inchino davanti a loro. E chiedo scusa, soprattutto a loro, se in questo blog dico cose inesatte. Mi sono ripromessa di aggiornare spesso le pagine che scrivo, sulla base di ciò che imparo strada facendo. Perché mi aspetto di poter rivedere molte delle mie convinzioni – che in verità convinzioni non sono -, e di ritrattare procedimenti o opinioni. Anche perché, se c’è una cosa verso la quale anelo è il cambiamento e l’evoluzione. Con ostinata perseveranza.

Se c’è una cosa verso la quale anelo è il cambiamento e l’evoluzione.

Per tali ragioni, non vorrei mai che questo blog fosse solo rumore sommato ad altro rumore. Se avessi mai la sensazione che non aggiunge nulla al mare magnum che c’è là fuori, lo toglierei subito dalla faccia della rete. Ma dato che, a vedere da quanti siete a consultarlo (migliaia ogni giorno) e ancor di più, a scrivermi e a farmi domande, mi dico che forse qualcosa di utile lo sto facendo. Che forse, merita di essere portato avanti.


Qualcosa in cambio

Per farlo però, necessito di una cosa. Anzi due.
La vostra gentilezza, il vostro rispetto.

Se la gran parte di voi si è dimostrata estremamente cortese, a modo, e anche sensibile di fronte ai miei scritti e alle mie foto, c’è un’altra grande parte di voi che spesso mi ha fatto dubitare di avere una buona ragione per proseguire lungo questa strada. Perché la mancanza di rispetto, di educazione e anche di riconoscimento, è qualcosa che proprio faccio fatica a tollerare.

Credo

Credo, che introdursi con un saluto, presentarsi, ed esporre il proprio quesito senza lesinare nella forma in cui si espone la propria domanda siano cosa dovuta di fronte a qualcuno che si rende disponibile a condividere con te ciò che ha studiato e imparato nel corso degli anni, con tutto ciò che ci sta dietro e che ne consegue. Credo che, a fronte di una risposta, un ringraziamento sia il minimo che si possa offrire. Credo infine, che inserirsi a gamba tesa in uno spazio personale (profilo Instagram ad esempio) per denigrare pubblicamente, fare polemica, fare pubblicità a se stessi o a terzi… sia miserabile.

La mia netiquette

Dopo una lunga riflessione a riguardo, che davvero, mi ha fatto mettere in discussione tutta la mia attività sul web legata al mondo della panificazione, e dunque anche a offrire la mia disponibilità a dare assistenza personale a chi me la chiede, sono arrivata alla seguente conclusione:

  • Non risponderò più a chi non ritengo rispettoso della mia persona, del mio lavoro, e di chiunque partecipi a discussioni negli spazi web di mia gestione e supervisione;
  • Cancellerò i commenti che ritengo essere sterili polemiche o di cui ho anche solo il dubbio che siano finalizzati a fare pubblicità a qualcosa o a qualcuno;
  • Bloccherò sia sul blog che sui miei profili social chi in maniera iterata adottasse i comportamenti di cui sopra.

Se qualcuno di voi pensa che questo significhi intaccare la libertà di espressione, mi dispiace. Ma sono dell’idea che il rispetto, verso chiunque, sia requisito sine qua non per lo scambio e la crescita individuale. Elementi, questi ultimi, che sono l’unico senso d’esistere di questo blog e profili annessi.

Grazie


Detto questo, ringrazio dal più profondo del cuore, tutti quelli che tra voi mi hanno scritto in queste settimane, (anche) solo per dirmi che apprezzano il lavoro che sto facendo. L’incoraggiamento e il supporto che le vostre parole mi hanno dato e mi danno tutt’ora, hanno un valore grande per me. È perché penso che là fuori ci siano persone come voi, che scrivo queste pagine.

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